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Messaggio Da Tiger Mer Mar 18, 2020 5:11 pm

Il G.Torulosa è una pianta molto versatile e allo stesso tempo molto generosa, se ben coltivata riesce a superare molto facilmente gli stress di lavorazione, anche se sottoponiamo rami a pieghe più o meno drastiche.
Si presta molto bene, come tutte le conifere, alla lavorazione del legno, sia che si vogliano creare cose semplici, come jin, oppure cose un po più complesse come shari o sabamichi; chiaramente si dovrà avere un occhio di riguardo al periodo post lavorazione, in modo da far riprendere le piene energie alla pianta, cosa non difficile per il ginepro.
Il G.Torulosa come già detto, ha molti punti di forza, ma possiede anche delle caratteristiche che lo rendono, alle volte, poco apprezzato dai bonsaisti.
La caratteristica principale che lo rendono una pianta non troppo amata è la sua vegetazione, che a differenza di altre varietà di ginepro risulta molto allungata e difficilmente si riesce a ridimensionare e o rimpicciolire,tende a scartare molto la vegetazione arretrata e quindi risulta difficile se non impossibile farla chiudere bene per creare dei palchi.
Per ovviare a questa problematica si può ricorrere comunque a degli “stratagemmi”.
Il primo stratagemma è partire subito rivolgendosi a piante con una dimensione medio grande in modo che la vegetazione si adatti , in scala, a tutta la proporzione generale della pianta, ad esempio risulterà antiestetica e innaturale creare un bonsai con una dimensione generale di una ventina di centimetri (Shoin) invece si comincia a rientrare nelle giuste proporzioni tra pianta e la sua vegetazione su piante più grandi tipo Chuin (oltre i trentacinque centimetri).
Dato che si trovano piante con basi interessanti è un peccato quindi scartarle, allora come soluzione finale merita prendere in considerazione l'innesto di nuovi
rami – vegetazione con successiva sostituzione dai vecchi ai nuovi con delle varietà più pregiate come ad esempio il ginepro Kishu o il ginepro Itoigawa.
Il G.Torulosa si adatta benissimo a tutti i tipi di ambiente, anche se predilige le zone soleggiate, la sua versatilità gli permette comunque di adattarsi e resistere anche ad ambienti dove le altre piante stentano ad adattarsi, sopporta benissimo periodi più caldi asciutti ma allo stesso tempo trova giovamento, e sopporta benissimo, climi invernali secchi anche con gelate notturne (caratteristica delle conifere).
Chiaramente tutto questo, la pianta, la riesce a sopportare e superare anche grazie alla composizione del terreno, che non deve essere come quello in cui si trova al momento (terra di campo) ma composto per la maggior parte da materiale inerte miscelato con substrati di origine vulcanica che ne garantiranno un buon drenaggio e areazione all'apparato radicale.
Questo elemento non è da poco e dovrà essere tenuto ben a mente, in modo da valutare, dopo che la pianta avrà superato a pieno lo stress di lavorazione, il caso di rinvasarla in un nuovo substrato.
La Pianta

Ginepro Torulosa 2018-012

Ginepro Torulosa 2018-013

Ginepro Torulosa 2018-014

Al momento della selezione (in vivaio)la pianta, mi ha colpito per il bel movimento della base (lato A) semplice lineare, ma dopo averla acquistata ad una più attenta analisi, mi sono accorto che roteando la pianta di 180 gradi circa (latoB) la base presentava un più interessante movimento, diciamo anche più intrigante, questo perchè non solo presenta una base più massiccia ma si possono vedere anche dei bei vasi linfatici da sfruttare nella lavorazioni del legno e dare così oltre a carattere alla pianta anche più originalità, inoltre se il nostro sguardo sale verso l'alto sulla ramificazione, da questo lato, si trova disposta in una posizione migliore nel senso che parte da dietro e va verso avanti ovvero verso chi la osserva.
Su questa base ho deciso quindi di sviluppare unpaio di progetti (anche se non sono portato al disegno) in modo da mettere a fuoco le idee, valutare i progetti e infine scegliere il progetto che più, secondo me, merita portare avanti.

Ginepro Torulosa 2018-015

Questo è il primo progetto che ho realizzato.
Come si può vedere è una pianta progetto che sfrutta tutta la pianta nella sua interezza sicuramente bella piena di massa vegetativa, diciamo imponente nella sua complessità, ma secondo me destinata a passare un po inosservata, perchè non si sfrutta a pieno tutte potenzialità, lasciandone molte di queste nascoste.

Ginepro Torulosa 2018-016

Questo è il secondo progetto.
In questo caso ho deciso di “sacrificare” una parte della ramificazione e della massa vegetativa per far uscire un carattere e un portamento sicuramente più interessante.
Come si vede dal progetto la pianta perde quella “imponenza” precedente ma acquista più carattere, quel carattere che rende la pianta più interessante grazie alla lavorazione del secco sul lato sinistro con un gioco di equilibrio e contrasto con la massa vegetativa sul lato destro.
In questa maniera si stimola chi asserverà la pianta a ricercare nelle venature del legno lavorato, nell'incrocio e gioco delle vene linfatiche la storia della pianta, nel suo andamento prostrato, che sembra andare verso il basso, per un attimo, ma che comunque tende a risalire con un ramo verso l'alto a ricreare il nuovo apice, alla ricerca della luce.



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Messaggio Da Tiger Mer Mar 18, 2020 5:17 pm

Lavorazione

Primo step:

Per prima cosa eseguirò una pulizia della corteccia di tutta la pianta, anche se una prima leggera pulizia l'ho eseguita appena l'ho portata a casa la prima volta, sarà il caso di controllare eventuali nuove scaglie della corteccia e inpurità varie che si saranno riformate; per questa lavorazione userò delle spazzoline con setole di nylon e ottone morbido, in modo da fare un lavoro leggero e non troppo invasivo e non rischiare di ferire in profondità la pianta.
Partendo dal basso e mano a mano che salirò comincerò anche a tagliare i primi rami che risulteranno superflui al progetto, in questo modo creerò uno spazio di manovra
più ampio per poter spazzolare più facilmente fino in cima ai rami.
Arrivati alla vegetazione sarà il turno di fare la pulizia del verde, eliminando altri rametti sia verdi che secchi, e infine l'eliminazione di vegetazione ascellare e vegetazione inutile.

Secondo step:

Adesso comincia la fase di lavoro vero e proprio, nel senso che si procederà all'eliminazione di rami più grandi, quelli che non servono al progetto, e quindi si procederà alla rimozione dei rami che si trovano sul fronte, lato sinistro e centrale.
Non eliminerò in maniera totale i rami ma lescerò dei monconi di ramo, lunghi almeno un centimetro e mezzo, in modo da sfruttarli per creare jin.
Tolti i rami posso cominciare a creare quella che in futuro sarà la parte morta dello Shari.
Valutando i rigonfiamenti tubolari del tronco dovuti al passaggio di linfa con una lama ben affilata creerò un solco di ”delimitazione”, non importa se non sarà molto preciso, perchè l'importante sarà il risultato finale che dovrà risultare il più naturale possibile, ed è per questo che sfrutterò i monconi precedentemente creati per fare i jin e usare la tecnica dello strappo, afferando con le pinze la corteccia, in prossimità dei jin e tirando verso il basso si creerà un effetto naturale di scortecciamento, mettendo così in evidenza le linee vive del legno.
In caso di sfibramenti della corteccia riprenderò la parte con delle piccole sgorbie e carta vetrata fine.
Alla fine di questo passaggio della lavorazione applicherò del mastice giapponese sulla corteccia lavorata in modo che crei in maniera naturale un ritiro su se stessa e limitando così l'esposizione ad attacchi patogeni esterni.

Terzo step:

Finita la fase di lavorazione dello Shari si controllerà ancora un'ultima volta la disposizione dei rami dopodichè potrò incominciare a filare tutti i rami.
Per questa operazione di prima impostazione userò filo di rame di vario diametro e
vista la buona flessibilità del legno del ginepro conto di filare e piegare senza l'ausilio di rafia o strisce di camere d'aria, nel caso in cui, però dovessi notare una certa resistenza dei rami con un diametro più grande, sarà bene valutare se proteggere il ramo con le strisce di gomma, procedendo poi nella filatura, eventualmente posso addoppiare un filo, qualora mi accorgessi della poca tenuta in posizione dello stesso, oppure posso aiutarmi anche con dei tiranti.
La filatura sui rami più grandi sarà eseguita con filo di rame del diametro di 3/3,5 fino ai rami più piccoli con un diametro dello 0,8/ 1mm.
Finita la filatura i rami più grandi dovranno essere abbassati in maniera abbastanza “drastica”, per poi, la parte finale essere riposizionati leggermente verso l'alto.
Essendo i rami molto cilindricie e la vegetazione molto lontana, dovrò anche creare un certo movimento dei rami dall'alto al basso e da destra verso sinistra in modo da avvicinare la vegetazione e compattare il più possibile il tutto.
In futuro con l'ausilio degli innesti verrà risolto questo problema mettendo la vegetazione in punti strategici dei rami e ricostruirò tutto il verde, ma fino ad allora l'unico metodo per ricompattare la vegetazione è la tecnica sopra descritta.
Infine la vegetazione verra sistemata aprendola come una mano e posizionata leggermente verso l'alto, come a cercare la luce, e per fare questo verrò aiutato dalla Lavori futuri

Una volta che la pianta avrà superato lo stress di lavorazione si potrà decidere di lavorare ulteriormente la parte del secco che si è creato precedentemente, mettendo ancora più in risalto le venature del legno. Si potra quindi passare sulla parte morta una fiamma da brucitore stando attenti a non riscaldare troppo le parti vive, per questo ci si aiuterà con uno spruzzino ad acqua in modo da freddare repentinamente il legno.
In questo modo oltre a non far arrivare il calore alla parte viva della pianta si creerà uno sbalzo termico che ci aiuterà a far stringere le fibre del legno indurendo e garantendo così una maggiore resistenza ai marciumi del legno.
Successivamente verrà spazzolata con una spazzola apposita tutta la parte trattata a fiamma per eliminare parti bruciate e o annerite e si otterrà così anche un legno più levigato e piacevole sia alla vista che al tatto.
Per garantire una migliore durabilità del legno e resistenza nel tempo si applicherà alla fine il liquido Jin a piu' riprese, in modo che penetri in tutte le parti scoperte.
A primavera inoltrata quando la pianta crescerà di diametro sui rami e il filo comincerà ad incidere si potra togliere il filo della prima lavorazione in modo da non lasciare alcun segno sui rami.
Si controllerà inoltre la tenuta del posizionamento dei rami ed eventualmente si procederà a rifilare quei rami che tenderanno a non mantenere la posizione desiderata.
In futuro, prima però di procedere ad un ulteriore step di lavorazione, desidero però procedere al rinvaso.
Posso riutilizzare la stessa ciotola dove si trova adesso la pianta oppure costruire un cassetta di legno che ne garantira una maggiore traspirazione radicale.
Sicuramente il substrato presente non è idoneo, visto che si tratta di terreno di campo, e quindi dovà essere eliminato, chiaramente non tutto insieme, ma a più riprese, a seconda dello stato dell'apparato radicale.
Sicuramente un substrato composto da gran parte da materiale inerte come la pomice a granulometria medio grande ne garantirà una maggiore ossigenazione e sviluppo radicale, se poi a questa verrà aggiunto altro materiale, anche se in minor percentuale, come la Kiryuzuna contenente parti ferro calcio e sodio (queste ultime due in parti minori) e la Zeolite di Cabasite (substrati di origine vulcanica) dalla caratteristica elevata di microporosità e assorbimento di acqua nonchè di scambio cationico parte finale del filo di rame che avrò chiuso formando un occhiello sotto ogni singolo rametto.
Al momento del rinvaso andrà analizzato l'attuale stato radicale e ridotto di conseguenza, ma soprattutto si dovrà fare in modo che la pianta sia posizionata in maniera differente in modo da rimanere in posizione più bassa rispetto al bordo del vaso, e non come adesso in posizione elevata.
Una volta rinvasata, questa volta, si dovrà attendere un tempo di ripresa maggiore, ci si concentrerà un'altra volta sulla coltivazione e cominciare a pensare se dopo la ripresa del rinvaso sia giunto il momento di intervenire sulle masse vegetative con innesti di varietà di ginepro ritenuti più pregiati, come ad esempio l'Itoigawa o il Kishu.
Se si procederà all'innesto la pianta dovrà poi essere lasciata indisturbata almeno per 2/3 anni per essere sicuri dell'effettivo attecchimento delle parti nuove, in modo che alla successiva, sostituzione prima, rimodellatura dopo, non si perda qualche nuovo rametti.
Questo è la prima lavorazione.

Ginepro Torulosa 2018-113

Come si può notare il lavoro è stato molto invasivo e dato che si ha intenzione di rinvasare la pianta ho preferito non stressare la pianta maggiormente lasciando la vegetazione e i rami distanti.
Una volta rinvasata si procederà ad un altro step per riavvicinare la vegetazione al tronco (in questo momento la parte secca e la parte verde sono lontanissime come fossero 2 piante staccate.

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Messaggio Da cosisal Mer Mar 18, 2020 10:34 pm

Grande Tiger, un'ottimo lavoro e una superba spiegazione. Complimenti davvero!

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Messaggio Da scarboc Mer Mar 18, 2020 11:05 pm

Shocked
ecco la differenza tra uno che sa quello che sta facendo e una cialtrona silent
Grazie anche per i particolari relativi alla coltivazione, per me sono oro colato cyclops

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Messaggio Da Forcellone Gio Mar 19, 2020 10:16 am

Ciao Tiger, ti faccio i complimenti per il lavoro e anche per il tempo che dedichi a preparare queste cose, bravo….
Non mi volere male, ma ti chiedo gentilmente se puoi indicare alcune date, tipo:
- da quanto tempo hai la pianta con te; Wink
- tra i vari step che hai indicato è passato del tempo, oppure tutto il lavoro in un giorno o pochi giorni ecc.

Vorrei sottolineare a chi segue il forum un aspetto importante che spesso non viene indicato da chi prepara articoli simili a tuo e spesso il tutto viene capito male da chi non ha esperienza.

Secondo le tue indicazioni potrebbero uscire nuove informazioni da approfondire.
Non so se sono stato chiaro.
 
Ciao, grazie e di nuovo i miei complimenti.

PS: per me è chiaro che il "lavoro" è stato eseguito tutto di un colpo e hai suddiviso gli step per tipo di lavori che hai eseguito. Hai preventivamente studiato la pianta prima di mettere le mani e hai realizzato ben 2 progetti, avrai di sicuro anche considerato lo stato di salute ottimale della pianta ecc. Non so solo da quanto la stavi coltivando tu.

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Messaggio Da Tiger Gio Mar 19, 2020 6:16 pm

Forcellone ha scritto:Ciao Tiger, ti faccio i complimenti per il lavoro e anche per il tempo che dedichi a preparare queste cose, bravo….
Non mi volere male, ma ti chiedo gentilmente se puoi indicare alcune date, tipo:
- da quanto tempo hai la pianta con te; Wink
- tra i vari step che hai indicato è passato del tempo, oppure tutto il lavoro in un giorno o pochi giorni ecc.

Vorrei sottolineare a chi segue il forum un aspetto importante che spesso non viene indicato da chi prepara articoli simili a tuo e spesso il tutto viene capito male da chi non ha esperienza.

Secondo le tue indicazioni potrebbero uscire nuove informazioni da approfondire.
Non so se sono stato chiaro.
 
Ciao, grazie e di nuovo i miei complimenti.

PS: per me è chiaro che il "lavoro" è stato eseguito tutto di un colpo e hai suddiviso gli step per tipo di lavori che hai eseguito. Hai preventivamente studiato la pianta prima di mettere le mani e hai realizzato ben 2 progetti, avrai di sicuro anche considerato lo stato di salute ottimale della pianta ecc. Non so solo da quanto la stavi coltivando tu.
Hai ragione tu! scusa, ma delle volte si omette di dire cose che sembrano banali e invece non lo sono.
Allora per essere precisi la pianta è stata da me comprata all'inizio nel 2017 studiata e poi lavorata in una sola giornata (circa 6 ore di lavoro) a dicembre dello stesso anno.
Dopo la lavorazione è stata lasciata riprendere per tutto il 2018, tranne la rimozione del filo e pulizia e trattamento con liquido jin sul secco, dopodichè a marzo 2019 rinvaso con asportazione del vecchio terreno di coltivazione all'80/90% e di nuovo messa a riposo con solo scopo di una buona ripresa..... fino ad oggi!
Dico fino ad oggi perchè proprio stamattina gli ho fattola nuova filatura e impostazione....
Seguono le foto.


Ultima modifica di Tiger il Gio Mar 19, 2020 6:32 pm, modificato 2 volte

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Messaggio Da Tiger Gio Mar 19, 2020 6:29 pm

Bene, eccomi ad aggiornare lo stato e lo sviluppo della pianta, come ho detto sopra la pianta è stata rinvasata, ripulita di quasi tutta la terra (coltivazione in campo) che c'era nel vaso, è stato necessario anche ridimensionare l'apparato radicale visto e considerato che , come si vede dalle foto precedenti, la pianta era posizionata su di un "cumulo di terra" in posizione troppo rialvazata.
La nuova miscela è stata pensata per le ulteriori lavorazioni future, quindi usato granulometrie medio grandi composte da pomice Kiriu e zeolite.
Questa mattina invece visto la salute della pianta e il periodo "forzato" a casa l'ho ripresa filandola e cominciando a riposizionare i rami e la vegetazione.
Questo è il primo abbozzo.
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Messaggio Da Tiger Gio Mar 19, 2020 6:40 pm

Nonostante il primo abbozzo di modellatura si vede ancora troppa distanza dei rami dal secco e la quasi totale mancanza dei palchi.
Quindi con aiuto di filo di rame del 1.2 ho puntato ad abbassare il lungo ramo dell'apice e del ramo sx e il miglioramento delle masse verdi.
Ginepro Torulosa 2020-011
C'è ancora da fare molto, ma per ora mi fermo, credo di aver lavorato abbastanza per ora.
C'è molta vegetazione sul ramo a dx ma x ora lascio tutto così com'è in modo da far lavorare la pianta senza scaricarla troppo.
Adesso riposo e poi prossimo anno si vedrà!

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Messaggio Da scarboc Ven Mar 20, 2020 10:44 am

Da profana e capra assoluta mi permetto di dire che esteticamente il tronco secco mi pare enorme in confronto alla pianta, distoglie lo sguardo. La parte alta un po' controconica non mi convince, però ecco, io di conifere ne capisco meno di zero, è solo un parere personale.

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Messaggio Da Forcellone Ven Mar 20, 2020 1:10 pm

La mia precisazione delle date serviva a chi legge per evidenziare che Tiger ha coltivato in modo perfetto una pianta da vivaio per un annetto circa, ha iniziato a lavoraci solo dopo che ha capito l'esigenze della pianta e fissato dei punti.

Penso….
Il risultato finale è personale e discutibile, la pianta però sta in salute e lo farà vedere tra qualche mesetto. Seguiranno altri lavori, come un buon rinvaso per dare la giusta angolazione e nova spinta alla pianta.

Se il fronte è quello della ultima foto va rivisto completamente, ma Tiger ha fatto un gran lavoro ed è solo l'inizio. Questa non è l'impostazione finale, è squilibrato e va studiata una nuova angolazione nel vaso.

Chissà se si poteva trovare un nuovo progetto con la parte secca? In questo modo nessuno lo potrà mai sapere…..
Per quel poco che si può immaginare forse quello che ora è il secco offriva una soluzione migliore e la parte viva andava eliminata e/o fatta secca… boh… Al volo vedo questa dalla foto… ma non posso dire oltre quello che ho scritto...

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Messaggio Da cosisal Sab Mar 21, 2020 5:41 pm

scarboc ha scritto:Da profana e capra assoluta mi permetto di dire che esteticamente il tronco secco mi pare enorme in confronto alla pianta, distoglie lo sguardo. La parte alta un po' controconica non mi convince, però ecco, io di conifere ne capisco meno di zero, è solo un parere personale.
Per la questione tronco secondo me basta sgrossare un pò il secco, poi con il tempo la chioma si riempirà e andrà a bilanciare...

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Messaggio Da Tiger Dom Mar 22, 2020 5:56 pm

Forcellone ha scritto:La mia precisazione delle date serviva a chi legge per evidenziare che Tiger ha coltivato in modo perfetto una pianta da vivaio per un annetto circa, ha iniziato a lavoraci solo dopo che ha capito l'esigenze della pianta e fissato dei punti.

Penso….
Il risultato finale è personale e discutibile, la pianta però sta in salute e lo farà vedere tra qualche mesetto. Seguiranno altri lavori, come un buon rinvaso per dare la giusta angolazione e nova spinta alla pianta.

Se il fronte è quello della ultima foto va rivisto completamente, ma Tiger ha fatto un gran lavoro ed è solo l'inizio. Questa non è l'impostazione finale, è squilibrato e va studiata una nuova angolazione nel vaso.

Chissà se si poteva trovare un nuovo progetto con la parte secca? In questo modo nessuno lo potrà mai sapere…..
Per quel poco che si può immaginare forse quello che ora è il secco offriva una soluzione migliore e la parte viva andava eliminata e/o fatta secca… boh… Al volo vedo questa dalla foto… ma non posso dire oltre quello che ho scritto...
In verità c'era un altro progetto (se non ricordo male) che ho scartato subito perchè non mi piaceva molto e poi mi piaceva molto il contrasto che si è venuto a creare tra il secco e la parte viva che quasi l'abbraccia.
Al momento mi son fermato con i lavori: il rinvaso più importante è stato fatto, nel senso di eliminazione del vecchio terreno poi il prossimo con eventuale nuova inclinazione /e possibilmente con vaso intermedio ) sia farà quando la ramificazione sarà portata nel posto giusto (l'apice e il primo ramo potrebbero) essere spostati ancora più a dx in modo da centralizzare un po tutta la pianta).
Vediamo in futuro, adesso tanta buona coltivazione e stop......
P.s. da tenere presente che ci potrebbe essere anche l'idea di innestare tutti i rami con altra varietà (Kishu o Itoigawa) in modo da semplificare e migliorare l'estetica dei palchi.

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Messaggio Da Forcellone Lun Mar 23, 2020 9:30 pm

Ma certo.
Non si fa bonsai da oggi a domani.
Hai fatto un bel lavoro per cominciare

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