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Messaggio Da Tiger il Mer Gen 14, 2015 9:32 pm

Messaggio  da Memento » 21 mar 2009, 22:20

Per iniziare un breve cenno di fisiologia

FISIOLOGIA DELL'ALBERO
Un albero è un organismo complesso la cui struttura può essere divisa in tre parti principali, inseparabili tra loro, che assolvono però compiti specifici: radici, tronco e rami, foglie.

RADICI
Le radici compongono la parte sotterranea della pianta e assolvono tre funzioni fondamentali: ancorano la pianta al terreno, la riforniscono di acqua ed estraggono dal terreno circostante i sali minerali e i nutrienti di cui necessita. Le radici si irradiano dal colletto e il loro sviluppo è influenzato da fattori quali la specie, l'età e le caratteristiche del suolo dove si sviluppano. Solitamente nel periodo giovanile della pianta il fittone (la radice principale) è la parte predominante dell'apparato radicale, mentre con il passare del tempo tende ad atrofizzarsi in favore delle radici più superficiali. Le radici si sviluppano a raggera nello strato più superficiale del suolo che è generalmente più ricco di nutrienti e si dispongono lungo la linea di gocciolamento della chioma così da poter raccogliere la maggior quantità di acqua piovana possibile. Schematizzando il complesso radicale è composto da una radice principale che va a terminare con il fittone, da radici laterali di I° ordine che si dipartono dalla radice principale, da radici di II° ordine che si originano da quelle di I° ordine e così via fino a raggiungere la zona estrema dei peli e dell'apice radicale ( le cosiddette radichette). Queste vivono spesso in rapporto simbiotico con delle micorrizie dando luogo così a un vantaggioso scambio di sostanze nutritizie e giocando così un ruolo fondamentale nell'assorbimento degli elementi minerali e dell'acqua fondamentali per il sostentamento della pianta.

TRONCO E RAMI
Le funzioni assolte dal tronco e dai rami sono il supporto elastico, il trasporto della materia grezza estratta dalle radici verso le foglie, la ridistribuzione del materiale nutritivo rielaborato verso tutte la altre parti della pianta. Il tronco inoltre immagazzina tutte la materie di scarto accumulate dalle altre parti della pianta, ed è suddiviso in 5 parti principali.
Corteccia: strato protettivo esterno della pianta, composto da un tessuto detto fellogeno, varia sia di spessore che di aspetto costituendo una delle caratteristiche tipiche della specie.
Libro o fleoma: di aspetto spugnoso è la parte sottostante la corteccia entro la quale scorre la linfa elaborata o discendente.
Cambio: composto da un sottile strato, produce nella parte esterna cellule del fleoma e nella parte interna cellule del legno.
Alburno: costituisce tutta la parte viva del legno e svolge due funzioni fondamentali: trasporto verso l'alto della linfa grezza o ascendente e deposito delle sostanze nutritizie. Queste funzioni sono svolte, quasi esclusivamente dalla parte esterna dell'alburno.
Durame: di colore più scuro è la parte centrale dell'albero ed è composta di legno morto, assolve sia il compito di supporto rigido della pianta che quello di deposito di rifiuti.

FOGLIE
Si distinguono in decidue (che cadono ai primi freddi) o perenni (persistono anche durante l'inverno). Differiscono morfologicamente da specie a specie distinguendosi per margini, apice, base, disposizione lungo il picciolo e per il numero delle parti in cui sono suddivise. Generalmente sono di colore verde ma per via di alcuni pigmenti rossi possono assumere colorazioni che vanno dal roseo al rosso - bruno, quando invece la percentuale di clorofilla è bassa (situazione patologica o all'avvicinarsi dell'inverno e quindi della dormienza della pianta) assumono colorazione dorata, gialla o striata di giallo. La vita di nessuna foglia è perenne e la sua durata media varia da circa sei mesi a un anno; fanno eccezione alcune conifere i cui aghi vivono sul ramo per più anni. Le funzioni svolte dalle foglie sono: l'assorbimento dall'atmosfera di sostanze che vengono trasformate assieme alla linfa grezza in amidi e zuccheri. Durante questo processo, chiamato fotosintesi clorofilliana, le foglie, oltre ad assorbire anidride carbonica e a cedere ossigeno, disperdono nell'aria per traspirazione ed evaporazione, gran parte dell'acqua assorbita dalle radici, questo fa si che la foglia sia protetta dal calore e permette alla linfa di scorrere. Una volta che le foglie hanno assunto la loro funzione primaria cadono al suolo dove vengono decomposte da funghi e batteri e arricchendo così di elementi fertilizzanti il suolo attorno alla pianta, creando così un ciclo autonomo e perenne.


Cosa debbo sapere su questo forum?

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Sono nuovo cosa debbo fare?

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Sono nuovo ho una domanda da porre, come mi comporto?

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Non riesco a inserire delle immagini nel mio post. Come debbo fare?

Sul forum c'è un articolo guida espressamente dedicato a questo problema.
Ecco il link:

http://bonsai-italia.forumattivo.it/t590-guida-inserimento-immagini




Cos'è un bonsai?

Un bonsai è una pianta normale che con precise tecniche di coltivazione viene impostata secondo dei canoni estetici ben precisi e coltivata in vaso. Qualsiasi tipo di pianta a fusto legnoso può essere coltivata a bonsai a patto che rispetti i canoni estetici stabiliti.

Ho appena comprato/mi hanno appena regalato un bonsai, cosa debbo fare?

Il bonsai è una pianta e come tale va trattata, solamente con piccoli accorgimenti in più. La prima cosa di cui accertarsi è di che tipo di essenza siete venuti in possesso, se è stata acquistata in un centro commerciale o sui banchetti dell'anlaid molto probabilmente vi troverete davanti a una di queste essenze:
Olmo cinese (zelkova)
Ligustrum
Serissa
Ficus retusa
Carmona
Pepe
Tranne olmo, ficus e ligustro, che sono piante di facile coltivazione e di "robusta costituzione", le altre essenze sono piuttosto delicate da trattare, in particolare la serissa e la carmona che hanno l'abitudine di seccare improvvisamente anche senza particolari motivi. Inoltre apparte l'olmo che va tenuto assolutamente all'aperto, le altre essenze andranno tenute, in inverno, in appartamento o al massimo in serra fredda dato che sono piante di origine tropicale ( e questa è forse la ragione della maggior parte delle loro morti improvvise visto che sono costette a vivere in un ambiente e ad un clima che non sono il loro! ) mentre in estate andranno posizionate all'aperto anche loro.
Altra cosa molto importante da sapere sui bonsai comprati nei succitati posti è che sono coltivati in un substrato assolutamente pietoso, una delle prerogative per farli sopravvivere è di effettuare quanto prima un rinvaso, sperando di averlo acquistato nella stagione adatta. La stagione migliore per i rinvasi è un periodo che va da metà febbraio a metà primavera circa, quando cioè le piante stanno iniziando a mettere i nuovi germogli.
Qualora invece il bonsai provenisse da un centro o un negozio specializzato sarebbe meglio informarsi presso tale centro su qual sia stata la data dell'ultimo rinvaso subito dalla pianta e qualora fossero passati più di tre anni prepararsi ad effettuarne uno il prima possibile, nella stagione corrente se quella adatta all'operazione, oppure l'anno successivo. Posizionate il bonsai all'interno o all'esterno a seconda dell'essenza di cui si tratta, in un punto luminoso o ombreggiato a seconda che l'essenza in questione prediliga il pieno sole o l'ombra, annaffiatelo periodicamente, di solito quando il terriccio sta iniziando a seccare e non tutti i giorni se non ce n'è effettivamente bisogno. Il metodo migliore per annaffiarlo è a pioggia, dall'alto e possibilmente con acqua decantata per almeno 24 ore, visto che i bonsai non amano acque calcaree e addizionate con cloro come sono solitamente quelle dei nostri rubinetti, basterà quindi che mettiate l'acqua necessaria per le annaffiature in un secchio aperto 24 ore prima in modo che il cloro volatile possa evaporare e il calcare invece sedimentare sul fondo del secchio, usate quindi poi l'acqua più superficiale per annaffiare.
Durante tutta la stagione vegetativa inoltre i bonsai richiedono di essere concimati ( mi raccomando mai dopo un rinvaso per almeno un mese ), ogni settimana o ogni quindici giorni, a seconda del tipo di concime che si utilizza. Sul forum troverete numerose discussioni e articoli su questo argomento, vi consiglio quindi di leggerne il più possibile per chiarirvi le idee in proposito prima di effettuare qualsiasi trattamento o di porre qualsiasi quesito sul forum.
I bonsai inoltre perchè mantengano la loro forma vanno potati, rami vanno legati con del filo di rame per fargli mantenere determinate inclinazioni, insomma hanno bisogno di una impostazione, ogni bonsai è una cosa a se e deve quindi essere impostato in maniera differente da un altro, l'impostazione è uno step un poi più avanzato rispetto al semplice mantenimento in vita del bonsai e richiede un minimo di esperienza e all'inizio una guida più esperta, sia essa un ottimo libro o un insegnante. Sul forum troverete numerosissimi post con consigli di impostazione di piante correlati da foto e commenti, prendetevi la briga di leggerne il più possibile così da farvi un occhio critico a riguardo, visto che in questo campo l'esperienza è importantissima oltre al semplice gusto estetico.


Come si effettua un rinvaso?

Per prima cosa bisogna accertarsi di essere nel periodo giusto per effettuarlo, altrimenti si rischia di perdere la pianta, in secondo luogo bisogna accertarsi che la pianta abbia effettivamente bisogno di un rinvaso, il che lo si vede sollevando l'intero pane radicale della pianta dal vaso, è un'operazione molto delicata e necessita di un minimo di manualità, bisogna passare un coltello filo filo lungo tutto il perimetro del vaso facendo arrivare fino al fondo, quindi bisogna sganciare l'ancoraggio della retina e della pianta al vaso ( se presente ) sul foro di sotto, e quindi rovesciare sottosopra la pianta e far uscire delicatamente il panetto di radici e terra che era dentro al vaso, è un'operazione che va fatta a terra asciutta così che il tutto rimanga compatto. Una volta fatto questo bisogna analizzare come tale pane si presenta, se il terriccio è compatto e argilloso tipo panetto di das indurito il rinvaso è assolutamente necessario, stessa cosa se il terriccio è stato quasi del tutto sostituito dalle radici della pianta ( che spesso in questi casi arrivano perfino a sporgere fuori dal foro di drenaggio sul fondo del vaso. Qualora il rinvaso non fosse necessario rimettete una retina sul foro di drenaggio del vaso assicurandola con del filo di rame, sistemate un nuovo strato di materiale drenante sul fondo del vaso (assolutamente mai argilla espansa ) risistemate il panetto nel vaso andando a sostituire le eventuali perdite di terriccio con dell'akadama fine. Ricordate sempre di legare la pianta al vaso assicurandola al sistema di bloccaggio della retina del vaso. In sequenza qui sotto vedete come bloccare la retina ai fori di drenaggio, agli anelli del bloccaggio aggancerete il filo con cui dovrete ancorare la pianta al vaso.










Se invece il rinvaso è necessario prendete un bastoncino di bambù ( una bacchetta da ristorante cinese è perfetta ) e iniziate delicatamente a districare le radici. Se la pianta era in argilla pura aiutatevi eventualmente anche con un getto diretto di acqua così da cercare di eliminare quanta più argilla possibile, se invece il substrato era buono non eliminatelo de tutto, ma lasciate un 40% di pane radicale intatto attorno al nebari. Tagliate a questo punto un 30-40 % di radici preferendo quelle più grosse e meno capillarizzate a quelle più fini e cercate di creare un apparato radicale il più compatto possibile. Mentre fate queste operazioni cercate di mantenere la pianta il più umida possibile, operate in una zona ombreggiata evitando possibilmente giornate di vento (oppure lavorate riparati) che asciugherebbero troppo l'apparato radicale.
Disponete quinadi una retina di plastica sul foro di drenaggio del vaso,predisponete il sistema di ancoraggio della pianta al vaso e legateci la pianta; una volta messa nel vaso prima di riempirlo, mettete uno strato di drenaggio sul fondo composto da pomice, oppure akadama, oppure ghiaino, oppure lapillo. Stendete uno strato di terriccio precedentemente preparato nelle giuste percentuali di materiali ( Qui troverete un interessante articolo riguardante le percentuali dei materiali da utilizzare per la creazione del substrato idoneo in base all'essenza http://www.bonsai-italia.org/forum/viewtopic.php?t=877 ma attenzione perchè son dati puramente indicativi e cambiano in base a molte variabili come ad esempio il clima della vostra zona e il luogo di esposizione) facendo una leggera cunetta nel centro, appoggiate quindi la base della pianta su quella cunetta e versate il substrato preparato tutto intorno aiutandovi con il bastoncino di bambù a sistemare il tutto bene affinchè non restino delle bolle d'aria e livellate fino a riempire il vaso. Annaffiate quindi abbondantemente una volta ultimata l'operazione così che il terriccio si compatti ulteriormente e mostri eventualmente delle zone poche piene che andrete a riempire. In base a quanta porzione di radici avete tagliato potate la chioma così che l'equilibrio tra apparato radicale e apparato fogliare venga ristabilito. Posizionate quindi la pianta all'ombra e lasciatecela per una settimana prima di rimetterla gradualmente nella posizione di esposizione abituale. Non effettuate concimazioni per almeno un mese, altrimenti potreste bruciare le radici della pianta e portarla irrimediabilmente a seccare in breve tempo.


Quali sono i principali materiai da usare in un rinvaso?

Terriccio universale
Assicurarsi di utilizzare un terriccio di buona qualità, facendo attenzione che non sia addizionato con concimi o prodotti chimici di alcun genere, questi infatti potrebbero danneggiare l'apparato radicale della pianta appena rinvasata. In commercio esistono diversi tipi di terricci di numerose marche, anche risparmiando è possibile trovare un buon prodotto.


Akadama
E' un substrato di origine vulcanica prodotto esclusivamanete in Giappone, ha caratteristiche chimico fisiche eccellenti, in quanto accosta a una capacità drenante elevata anche una quantità di sostanze minerali nutritive non trascurabile, è il substrato ideale da affiancare a un buon terriccio universale durante i rinvasi, alcune essenze possono addirittura essere coltivate completamente in akadama, a patto di curarne meticolosamente la fertilizzazione e l'irrigazione. Nota negativa di questo substrato è il costo maggiormente elevato rispetto ad altri materiali e la non facile reperibilità se non in centri specializzato o su shop on line.

Pomice
Validissima alternativa all'akadama, è un substrato di origine vulcanica prodotto però nelle nostre regioni, ha un elevato grado di drenaggio e areazione, ma è purtroppo povera di minerali e sostanze nutritive, cosa per altro trascurabile qualora si effettui un buon programma di fertilizzazione. Altro pregio di questo materiale è il costo bassissimo ( in alcuni posti ve ne regalano un secchio se lo chiedete gentilmente ) e la facile reperibilità, basta infatti chiederla in qualsiasi centro di materiali edili.

Lapillo
Ennesima e altrettanto valida alternativa all'akadama, anche questo è un substrato di origine vulcanica nostrano, ha a differenza della pomice una buona presenza al suo interno di minerali e sostanze nutritive che ne fanno un ottimo prodotto, come la pomice ha un alto potere drenante ma tende maggiormente, contrariamente a quest'ultima, a trattenere umidità, non risulta quindi adatto a tutte le essenze se non mescolato con altri materiali maggiormente drenanti come pomice o ghiaino. Inoltre l'elevata porosità del lapillo permette un maggiore anidiamento dei capillari all'interno dei propri pori creando qualche problema al momento del rinvaso visto che i capillari dovranno essere rimossi tramite potatura o si strapperanno durante lo stesso. Come materiale è piuttosto economico ma a differenza della pomice di non facilissima reperibilità.

Ghiaino o spaccato di roccia
Materiale roccioso frantumato di varia origine, fare attenzione al momento dell'acquisto sul tipo di roccia da cui è stato prodotto cercando di evitare materiali particolarmente calcarei. Non h particolari peculiarità nutritive ma presenta un ottimo drenaggio, costo di medio bassa entità e facile reperibilità, lo potete trovare in sacchi di plastica presso i brico oppure sfuso nei soliti centri edili. Nota negativa il peso elevato che su vasi di dimensioni ragguardevoli potrebbe presentare qualche difficoltà di maneggio.

Sabbia
Substrato di origine simile al ghiaino, di cui mantiene le stesse peculiarità nutritive. Da affiancare a materiali con capacità drenanti maggiori come coadiuvante. Bassissimo costo e reperibilità molto facile, unico accorgimento da tenere al momento dell'acquisto è di non prendere sabbia che venga dalle spiagge, ma solo sabbia di fiume.

Torba
Materiale di origine organica prodotto dalla macerazione in torbiera di residui vegetali, ha buone proprietà nutritive, e peculiari qualità chimiche, questo substrato infatti ha diversi tipi di ph a seconda dei materiali da cui deriva, particolarmente interessante è la torba acida di sfagno che ha per l'appunto la capacità di acidificare i suoli di cui fa parte, rende per tanto questo substrato particolarmente indicato per quelle essenze che gradiscono substrati a ph acido, le cosiddette "acidofile" come ad esempio le azalee. Materiale da affiancare a un materiale particolarmente drenante e a un buon terriccio per ottenere una miscela di qualità. Esistono in commercio anche torbe neutre e basiche, indicate per quelle essenze che non gradiscono suoli acidi.

Perlite
Varietà specifica di roccia vulcanica vulcanica chimicamente inerte e dal ph neutro, la sua principale peculiarità è che cotta ad elevate temperature subisce un processo di espansione che ne moltiplica il volume creando un substrato caratterizzato da macroporosità diffusa, il che ne facilita il potere evaporativo in presenza di acqua. Indicato come substrato drenante associato agli altri materiali sopra citati, particolarmente apprezzato nella preparazione dei semenzai e dei terreni di crescita di piante giovanissime.

Come creo la giusta miscela per i miei rinvasi?

Nonostante sui testi e in rete si trovino schede dettagliatissime delle percentuali esatte da utilizzare per ogni singola essenza, queste non debbono essere prese in considerazione se non come base da cui partire per creare la propria miscela, questo perchè quelle altro non sono che indicazioni generai delle possibili esigenze delle piante ma che non tengono ( e non possono farlo ) delle peculiarità ambientali in cui le single piante si trovano a vivere. E' importante capire che una stessa essenza non potrà essere coltivata nello stesso substrato in Trentino e in Sicilia, il clima, le precipitazioni, il tasso d'umidità, l'esposizione solare ecc ecc sono tutte variabili che vanno a incidere sulla qualità della vita di una pianta in un determinato substrato, da qui l'esigenza di studiare una miscela che possa soddisfare le esigenze della nostra pianta ( quelle si estricabili dalle varie schede ) in base al microambiente in cui si troverà a vivere. Valgono comunque delle indicazioni di base che vedono una buona percentuale di materiale drenante che potrà essere pomice, akadama, lapillo o ghiaino, affiancata a una giusta proporzione di terriccio di qualità mescolato con un po di sabbia e torba, acida o neutra a seconda delle esigenze peculiari della pianta.
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