LA CONCIMAZIONE.

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Messaggio Da Tiger il Mar Gen 13, 2015 7:33 pm

Messaggio da scare » 15 lug 2005, 22:18

La concimazione
Articolo di Luca Caregnato

Per concimazione si intende la somministrazione a una pianta in coltura di particolari sostanze, il più delle volte essenziali per garantirne un corretto e salutare sviluppo.

La concimazione assume un ruolo fondamentale in qualsiasi caso si voglia incentivare lo sviluppo di una determinata coltivazione, ovvero in tutti quei casi sia necessario ottenere in tempi brevi l'accrescimento di un vegetale. Per dare un'idea di come la concimazione influisca su una coltura, pensate al mais: nel giro di veramente pochi mesi si passa da un seme piccolissimo a una pianta alta più di due metri! Ebbene, praticamente tutto l'azoto che costituisce le proteine del mais è fornito grazie ai concimi.

I Bonsai non hanno ritmi di crescita neanche lontanamente comparabili a quelli del mais, però dal canto loro sono costretti a vivere in vasi relativamente piccoli e il loro sviluppo deve essere costantemente tenuto sotto controllo.

Le sostanze - Cosa serve e cosa non serve somministrare
Un buon concime deve essere in grado di fornire tutte le sostanze che la pianta non è in grado di sintetizzare da sé. Ogni organismo vivente è costituito da Carbonio, Idrogeno, Ossigeno, Fosforo e Azoto. Seguono poi tutta una serie di altri elementi che alcuni tipi di organismo prediligono rispetto ad altri.
Le piante, sono organismi autotrofi, sono cioé in grado di procurarsi da sole il nutrimenti di cui hanno bisogno: riescono a sfruttare l'anidride carbonica presente nell'aria per produrre Glucosio, che trasformano in tante sostanze più complesse a seconda delle necessità.

L'Azoto è il gas che costituisce gran parte dell'aria che respiriamo, mentre alcuni batteri sono in grado di utilizzarlo, gli alberi non ci riescono! Per questo motivo l'azoto per essere assimilato deve essere presente in forme solubili, le due forme comuni dell'azoto sono l'azoto nitrico (inorganico) e quello ureico (organico).
Fosforo e Potassio sono gli altri due macroelementi che le piante non riescono a procurarsi da sole, le necessità di una pianta di fosforo e potassio sono nettamente inferiori rispetto a quelle dell'azoto, ma comunque fondamentali. Fosforo e potassio possono essere assorbiti solo quando sono sottoforma di ossidi.

Altre sostanze presenti nelle piante in percentuali piccolissime, sono i microelementi. Le piante non sono in grado di procurarsi da se neanche i microelementi, tuttavia sono presenti ovunque e la maggior parte delle volte vengono somministrati inconsapevolmente (ad esempio durante le annaffiature). I microelementi sono boro, manganese, rame, zinco, mobildeno e i più importanti ferro, calcio, magnesio e zolfo; i microelementi solitamente sono assorbiti come ioni.

Azoto
Sintesi proteica Clorofilla
La carenza porta a un ridotto accrescimento con foglie piccole, deboli e che cadono precocemente.
L'eccesso porta allo stimolo al verde, minor fruttificazione, problemi con assorbimento potassio.
*12g/m2 In piante adulte, di più per quelle giovani.

Fosforo
Interviene nei processi energetici
La carenza porta a riduzione dello sviluppo, scarsa fruttificazione, problemi radicali.
L'eccesso comporta difficoltà assorbimento di alcuni microelementi.
(ferro, zinco, rame)
*5g/m2

Potassio
Sintesi degli zuccheri e dei lipidi, fondamentale per l'inturgidimento e la lignificazione. Equilibra il metabolismo dell'azoto.
La carenza porta al disseccamento delle foglie e dell'apice vegetativo, frutti piccoli, acerbi e poco colorati. Diminuisce la resistenza al freddo.
L'eccesso comporta difficoltà assorbimento calcio e magnesio. Fino a 13 g/m2 per piante da frutto
*8 g/m2 per le altre

*Il consumo è un dato di mantenimento (per piante quindi già formate), per incentivare lo sviluppo la quantità di ogni elemento consumato è chiaramente maggiore.

I microelementi partecipano a numerose reazioni enzimatiche (calcio), tra cui la fotosintesi (ferro e magnesio), sono fondamentali per il ciclo dell'azoto e per la sintesi degli zuccheri (zolfo). La stessa sintesi degli enzimi è catalizzata dallo zinco.
Tra tutti questi microelementi sicuramente il ferro è quello che tende a mancare più di frequente, soprattutto a causa di un eccesso di calcare (che al contrario porta grandi quantità di calcio e magnesio), che ne ostacola la solubilizzazione o anche l'attività una volta assorbito.

Sull'etichetta di un concime generalmente è riportato il titolo, ovvero le percentuali in peso dei tre macroelementi. Ad esempio in un concime NPK 3-2-5 ogni 100g di prodotto 3g sono di Azoto, 2g sono di Fosforo e 5g sono di Potassio. E gli altri 90g? Sono costituiti dalle diverse sostanze inerti, molte hanno la funzione di fornire consistenza, altre ne modificano l'odore al fine di non attirare animali, ecc.



Tipi di concime
Esistono concimi di tutti i tipi, anche specifici per Bonsai, ma non sono assolutamente necessari, soprattutto se si tiene conto del fatto che sono estremamente costosi rispetto a un concime normale.

La cosa che differenzia sostanzialmente un concime per Bonsai da uno normale è la maggior presenza di fosforo (P), visto che in un Bonsai riveste particolare importanza lo sviluppo di un buon apparato radicale in tempi relativamente brevi.

Spesso i concimi per Bonsai sono organici, generalmente meno aggressivi in fase di assimilazione e quindi meno pericolosi per la salute della pianta; chimicamente si dice composto organico ogni composto contenente carbonio e idrogeno, ma spesso il termine organico sta ad indicare sostanze proveniente da organismi. Il concime organico appunto è spesso costituito da sangue secco, polvere d'ossa, guano e cose simili, tutte sostanze che vengono decomposte da microrganismi e danno origine ad altri prodotti organici che le piante assorbono e ritrasformano a loro volta.

Gran parte dei concimi organici poi, viene miscelato con sostanze amalgamanti che ne rallentano ulteriormente la diffusione nel terreno, consentendo una somministrazione più controllata.

Questi concimi a lenta cessione sono una scelta obbligata ogniqualvolta si utilizzi un terreno molto drenante (Akadama, Pomice, Lapillo) poiché in caso contrario le sostanze nutritive verrebbero dilavate nel giro di poche annaffiature, nulla vieta di usarli però anche in altri tipi di substrato.

I concimi liquidi invece, sono utilizzabili unicamente su terreni che trattengono molta acqua vanno usati con particolare attenzione, perché si diffondo e vengono assorbiti rapidamente; generalmente si usano diluiti nell'acqua che si usa per annaffiare; bisogna notare che esistono concimi liquidi a base organica, ma questi concimi non hanno nessuna proprietà di effettuare una cessione lenta! Tutto ciò che viene diluito in acqua viene assorbito dalle radici, quindi organico o no si rischia comunque di intossicare la pianta! Bisogna sempre rispettare le raccomandazioni del produttore.

Gli alberi sono in grado di assorbire elementi nutritivi anche attraverso organi epigei (foglie, tronco, rami, ecc.), soprattutto attraverso le foglie.



Ad ogni tipo di essenza il suo NPK
Il rapporto NPK varia a seconda delle esigenze della pianta in un particolare momento, la biochimica di questi tre elementi è estremamente complessa e ancora oggetto di continui studi, tuttavia è possibile fare un'estrema semplificazione sul loro effetto nel metabolismo degli alberi.

Come descritto nella precedente tabella, l'azoto è un forte stimolatore di nuove cacciate e fa "pompare" la pianta. In periodi di fioritura invece è ben poco indicato, in quanto reprimerebbe lo sviuppo di fiori e frutti. E' da ricordare che l'azoto è regolato dal potassio, questi due elementi andrebbero sempre accoppiati (1 parte di potassio ogni 1,5-2 di azoto va più che bene).
Fosforo e potassio invece sono l'ideale per stimolare la fioritura, dare dei frutti colorati e zuccherini e stimolare i germogli teneri a rinforzarsi e a lignificare.
Il fosforo da solo è eccezionale per rinforzare le radici, tenendo presente che si tratta di un trattamento indiretto da non attuarsi mai in momenti di stress (soprattutto post-rinvaso), in quei casi si possono usare fitostimolanti, soluzioni a base di vitamine e amminoacidi, ecc. .

Regole pratiche
- Una pianta in un buon terriccio resiste tranquillamente per un anno circa, se capita di dimenticarsi di concimarla regolarmente, è inutile accanirsi cercando di recuperare il tempo perso.
- Dopo un rinvaso il concime bisogna scordarselo per almeno un mese, finché la pianta non attecchisce le sostanze stagnano nel terreno e provocano danni alle radici.
- I microelementi sono già presenti in tutti i terreni, sono presenti anche nella normale acqua, non serve integrarli troppo spesso, anche perché la pianta tende a conservarli, è da tenere comunque presente che in caso di manifestazioni di carenza, spesso non manca l'elemento in sé, ma la causa sono gli altri elementi presenti in quantità eccessive che ne ostacolano l'attività.
- Su ogni confezione di concime dovrebbe essere riportato il dosaggio, che deve essere seguito scrupolosamente, piuttosto è meglio arrotondare in difetto.
- Nel caso di concimazione fogliare è da tener presente che la cuticola fogliare (la zona di assorbimento) predilige l'assorbimento di azoto ureico, che a sua volta permette un miglior assorbimento di tutti gli altri elementi, per cui una concimazione valida sarà costituita da grandi quantità di azoto in forma ureica. Un'altra raccomandazione per facilitare l'assorbimento è quello di tenere la pianta all'ombra per un po' dopo il trattamento, la luce infatti stimola la produzione di cere che impermeabilizzano la parete fogliare ostacolando l'assorbimento.

Seguono alcune linee guida relative ai tipi di essenza:

Conifere
Le conifere in formazione necessitano di concimi principalmente ricchi di azoto e fosforo, per quelle già formate limitare il contenuto di quest'ultimo.
Il periodo di concimazione va da marzo/aprile fino a giugno. Per poi riprendere da settembre fino al periodo invernale.

Caducifoglie
Concime ricco di azoto dal momento della ripresa vegetativa fino a fine giugno. A settembre/ottobre si può usare un concime a prevalentemente potassico.

Piante da fioreConcimazione povera di azoto, molto ricca di fosforo e potassio al momento della fioritura e fino alla comparsa dei frutti. Successivamente alla comparsa delle gemme fogliari si può utilizzare un concime azotato fino a fine primavera. Riprendere a fine estate con qualcosa di bilanciato.

Piante con problemi radicali
Un'unica applicazione di concime unicamente a base di fosforo (es. NPK 0-20-0).

Il pH, il concime e l'acqua
Il pH è un valore (che può variare da 0 a 14) che indica se un terreno è acido o basico. Il pH 7, valore intermedio, indica la neutralità ed è di norma il valore in cui la maggior parte delle piante riesce a vivere tranquillamente.
Esistono tuttavia piante acidofile o basofile che vivono bene in terreni con pH differenti.
I composti azotati in genere tendono ad innalzare il pH del terreno e per questo sono miscelati con sostanze chiamate tamponi, che sono studiate appositamente per evitare il più possibile variazioni eccessive. Un problema però è causato dall'acqua di rubinetto: il calcare (che tra l'altro non è altro che un accumulo di Magnesio e Calcio) presente provoca un aumento del pH che ha una diretta influenza sull'assimilazione di elementi come il ferro e il fosforo, per non parlare dei problemi che può causare alle piante acidofile.
Per questi motivi è sempre bene utilizzare acqua diversa da quella di rubinetto, l'ideale è l'acqua piovana. L'acqua distillata non va altrettanto bene perché enormemente povera di microelementi utili a reintegrare quelli che vengono persi.
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