Leccio (Quercus ilex)

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Leccio (Quercus ilex)

Messaggio Da Tiger il Ven Gen 09, 2015 11:02 pm

Messaggio da Memento » 6 gen 2007, 21:40

LECCIO
Quercus ilex



Dominio
Eukaryota
Regno
Plantae
Sottoregno
Tracheobionta
Superdivisione
Spermatophyta
Divisione
Magnoliophyta
Classe
Magnoliopsida
Sottoclasse
Hamamelidae
Ordine
Fagales
Famiglia
Fagaceae
Sottofamiglia
Quercoideae
Genere
Quercus I.

Descrizione
Quercia sempreverde che, grazie alla grande capacità di adattamento, diventa maestosa anche in terreni poveri e in climi aridi: per questo motivo è l’albero tipico della foresta e della macchia mediterranea . Raggiunge 20 metri di altezza.
Tronco eretto e robusto, diviso o ramoso fin dalla base.


Corteccia bruno-nerastra o nera, quasi liscia, poi divisa in piccole squame angolose si fessura in placche scagliose grigio cupo.

Fogliame sempreverde, Le foglie restano sui rami per 3-4 anni e sono semplici, ovali- ellittiche di 3-7 cm, acute; sopra lucide e sotto grigio- tormentose; margine liscio o dentato; picciolo pubescente di 1-2 cm; inserzione alterna


Fioritura e fruttificazione
Fiorisce in maggio e i fiori maschili e femminili sono presenti sulla stessa pianta. I primi formano amenti penduli; i secondi sono isolati o riuniti a due a due all’interno di un calice rudimentale.
I frutti sono le ghiande, che appaiono più piccole rispetto a quelle del Rovere e della Farnia, sono isolate o in gruppi di 2 o 3. Coniche, con una cupola a scaglie che ricopre circa la metà del frutto. Maturano ogni anno.


Esposizione
è diffuso e abbondante nelle regioni mediterranee; è una specie adattabile nei confronti del terreno, su cui esercita un'azione miglioratrice; tollera condizioni di aridità ed è poco esigente nei confronti della luce e della temperatura.


Irrigazione
Le querce amano terreni drenanti ma allo stesso tempo che mantengano una certa umidità all'apparato radicale.
Annaffiature con moderazione, temono marciumi radicali.
Durante l'annaffiatura evitare di bagnare le foglie che sono propense ad ammalarsi d'oidio.


Potatura
Il periodo migliore per effettuare una potatura importante è sicuramente l’inverno, mentre si potrà potare rami giovani o nuove cacciate durante tutto il periodo vegetativo, anche se risponde benissimo alla potatura ,sia di formazione che di contenimento,in estate,questo fa in modo da far ricacciare la pianta prima della stasi vegetativa senza che perda rami.


Pinzatura
Da effettuare durante il periodo vegetativo della pianta accorciando le nuove cacciate, di almeno 4 o 5 internodi, al primo internodo.


Defogliazione
Da effettuare in giugno eliminando i 2/3 di ogni foglia (scelta consigliata), su piante particolarmente vigorose e in salute è possibile eliminare completamente le foglie lasciando solo i piccioli così da ottenere anche un ricaccio indietro delle nuove gemme.


Legatura
De effettuare durante la stagione vegetativa,meglio se nella stasi estiva.


Rinvaso
Da effettuarsi nella tarda primavera, in alcune regioni addirittura nella stasi vegetativa estiva, periodo consigliato (da alcuni) anche per la raccolta in natura di tale essenza. Il substrato da utilizzare deve essere molto drenante e tenere conto (come sempre) delle peculiarità climatiche della zona dove ci si trova.


Concimazione
Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo, generalmente da marzo a giugno e da metà agosto a metà ottobre.


Difesa dai parassiti
Le patologie più comuni alle quali può andare incontro il leccio sono: l’ Oidio (mal bianco) il marciume radicale, attacchi dovuti a insetti quali Acari, afidi e Cocciniglie, malattia del carbone della matrice, cancro corticale del castagno, polipori.
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