Faggio (Fagus Sylvatica)

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Faggio (Fagus Sylvatica)

Messaggio Da Tiger il Ven Gen 09, 2015 10:52 pm

Messaggio da gianfri » 7 gen 2007, 19:42

Fagus Sylvatica




Dominio
Eukaryota
Regno
Plantae
Divisione
Magnoliophyta
Classe
Magnoliopsida
Ordine
Fagales
Famiglia
Fagaceae
Genere
Fagus

Descrizione
Diffuso nei tre continenti dell'emisfero nord, puo raggiungere i 25/35m di altezza. Pianta a foglie alterne e monoica con fiori unisessuati. E' una specie montana e prediligie un clima fresco e umido, non sopporta nessun eccesso, caldo, freddo, umidità, secco, luce, ombra. Particolarmente nocive le gelate primaverili e le forti insolazioni.
Ha una chioma molto ramificata e con fitto fogliame.
Il tronco ha corteccia liscia grigia, tendente al marrone nelle piante giovani.
Le foglie ovali, verde chiaro inizialmente, tendono a scurirsi con la maturazione, misurano tra i 4 e gli 8 cm, leggermente più ridotte nel caso di Fagus Crenata.
In inverno le foglie seccano ma rimangono in buona percentuale sull'albero fino a primavera.



Foto by P. Gusso (2001)

Fiori, frutti e semi
Il faggio fiorisce verso fine aprile su alberi che hanno raggiunto una certa età, essendo un'essenza monioca i suoi fiori sono unissessiati, quindi si trovano fiori sia maschili che femminili sulla stessa pianta.
Il frutto è costituito da due noci lucide e di forma triangolare, al loro interno vi sono i semi contenuti in un guscio con forma allungata e triangolare.
L'epoca per la raccolta dei semi è quando questi sono caduti al suolo verso fine agosto/settembre, i primi a cadere non sono fertili mentre per gli ultimi facilmente possono essere resi inutilizzabili da uccelli e roditori.
Per verificarne la fertilità immergerli nell'acqua e eliminare quelli che galleggiano.


Esposizione
Molto resistenti alle basse temperature, mentre in estate possono soffrire per la troppa calura, meglio un' esposizione riparata dai raggi diretti del sole.
Particolarmente nocive le gelate primaverili e le forti insolazioni.


Irrigazione
Il faggio va annaffiato con regolarità, lasciando quindi tempo al terreno di asciugarsi nel tempo di pausa tra una innaffiatura e l'altra.
Quando si annaffia si consiglia di evitare gli eccessi, ma di bagnare bene in profondità il terreno.


Potatura
La potatura di mantenimento puo essere effettuata in autunno o in primavera, la potatura di grossi rami è preferibile evitarla per via degli ingrossamenti poco gradevoli causati dalle cicatrizzazioni.
Il faggio tende a formare nuove gemme vicino al callo e vegeta bene anche sul legno vecchio, si possono quindi fare anche potature drastiche in caso di necessità.


Pinzatura
La pinzatura si effetua quando sono ben evidenti 6/8 foglie tenendone 2/3.
Se si tarda nella pinzatura gli internodi risulteranno più allungati.
Siccome il faggio vegeta una sola volta sarà sufficiente una sola pinzatura all'anno.
Sempre per lo stesso motivo il faggio non si defoglia, si defoglia solo a inizio autunno solo nel caso si voglia anticipare la stasi e si voglia effettuare un trapianto e solo se si sono già formate le nuove gemme per l'anno successivo.
A fine estate si fa una selezione delle gemme tenendo solo quelle cheserviranno per le nuove ramificazioni in modo da mantenere la forma e si elimineranno le altre e dato che ha una dominanza apicale sarà opportuno selezionare molto accuratamente quelle all'apice.



Rinvaso
Il faggio radica facilmente anche in prossimità dei tagli alle grosse radici ma è consigliabile proteggere questi con del mastice per evitare marciumi e altre malattie.
L'epoca migliore è fine estate o inizio autunno per questa essenza per via della sua facilità di patologie che si diffondono tramite le ferite aperte, in questo modo ha il tempo di iniziare la cicatrizzazione durante la stasi invernale quando gli agenti patogeni sono meno attivi. In alternativa in primavera prima del risveglio vegetativo.
Il terriccio consigliato è composto da 1/3 sabbia di fiume setacciata, 1/3 torba e 1/3 akadama o pomice o lapillo.
Il faggio preferisce terreni calcarei, non sopporta terreni fangosi e poco drenanti.


Varietà
Esistono anche altre varietà di faggio, le più comuni sono F.sylvatica var. purpurea con foglie di colore rossastro ( che però in pieno sole a maturazione tendono al verde ) e F.sylvatica var. tricolor ( molto appariscente ) con foglie rossastre bordate ai margini con una linea rosa o bianco-giallastra. queste due cultivar, sopportano meglio i climi più caldi e quindi si possono coltivare anche in terreni pianeggianti.


Difesa dai parassiti
Larve di coleottero che scavano gallerie nie rami e piccoli vermetti che formano delle bolle verdastre.
Utilizzare un insetticida sistemico ed asportare le parti interessate.

Oidio, utilizzare un fungicida a base di zolfo.
La migliore prevenzione è una buona esposizione.

Cecidomia - le larve del dittero Mikiola fagi Hart. provocano galle piriformi sulle foglie danneggiando le giovani piante utilizzate nei rimboschimenti



Curiosità:
Il suo legno viene utilizzato come combustibile, in artigianato e in carpenteria. Il carbone di faggio veniva utilizzato in medicina come assorbente delle infezioni intestinali, in botanica come integratore nei composti organici.
Dall'olio del frutto se ne ricava un ottimo combustibile per lampade.


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