Azalea/Rododendro

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Azalea/Rododendro

Messaggio Da Tiger il Ven Gen 09, 2015 10:41 pm

Messaggio da gianfri » 8 gen 2007, 21:58

Azalea - Rododendro



Dominio
Eukaryota
Regno
Plantae
Divisione
Magnoliophyta
Classe
Magnoliopsida
Ordine
Ericales
Famiglia
Ericaceae
Genere
Rhododendron


Descrizione
L’Azalea non costituisce un genere a sé stante, ma appartiene al genere Rhododendron, queste si dividono in tre gruppi, l'azalea japonica, l'azalea indica e l'azalea mollis.
Le specie di Rhododendron definite Azalea provengono dall’Estremo Oriente, Cina, Giappone, Korea; poche specie spoglianti invece dal Nord America.
Esiste poi l'azalea "Procumbens" che che cresce spontaneamente sulle Alpi italiane, in America settentrionale, Inghilterra, Islanda, Lapponia e Groenlandia e si trova sopratutto ad altitudini oltre i 1000 metri s.l.m.
Il nome "rododendro" deriva dal greco "rhodon"=rosa "dendron"=albero, albero delle rose.
Esistono oltre 600 varietà, ibridi e cultivar di questa spettacolare pianta arbustiva. In Giappone l'azalea rappresenta la primavera.
E' una pianta acidofila e non ama l'acqua calcarea.


Le foglie
Lanceolate e tenere, presentano peluria sulla faccia superiore, il colori possono variare dal verde chiaro, al verde scuro fino a una colorazione rossiccia a seconda delle varietà.


I fiori:
Sono molte le colorazioni che prendono questi bellissimi fiori, bianchi rosa, fucsia, giallastri, verdi, rosa, spesso a tinta unita ma altrettanto spesso con sfumature che spaziano in varie combinazioni di questi colori ma mai più di due sullo stesso fiore. Esistono poi anche delle cultivar variegare di azalea che portano sulla stessa pianta fiori di due colorazioni diverse prodotte da impollinazioni fra due varietà differenti di azalea le quali produrranno semi dai quali germoglieranno nuove piantine appunto con queste variegature di colori.
Le corolle dei fiori possono essere singole o doppie a seconda della varietà.





Il tronco:
Il tronco è grigiastro o marroncino e il legno prodotto dall'azalea è molto rigido e pochissimo modellabile, non sopporta infatti grosse piegature nelle tecniche bonsai e tende a spezzarsi con molta facilità.


La propagazione:
L'azalea si presta alla riproduzione via seme, talea e margotta. La talea è il metodo più diffuso e ha un'alta percentuale di attecchimento.


Irrigazione
L'azalea predilige terreno costantemente umido ma non fradicio. Durante la fase di fioritura evitare di bagnar la chioma, al fine di scongiurare la cascola precoce dei fiori. Particolare attenzione alle acque di rubinetto, dove la presenza di calcare e cloro porta a vistosi sintomi di clorosi ferrica e deperimenti vegetativi

Potatura:
Come detto piu sopra le azalee sono piante dalla crescita molto vigorosa e sopporta molto bene anche le potature drastiche ma è essenziale proteggere le ferite con del mastice.
Bisogna al momento della potatura tenere presente che l'azalea ha una dominanza basale quindi le potature saranno meno pesanti alla zona apicale.
Con la potatura, oltre a controllare la crescita della pianta, si riequilibra il vigore eliminando i germogli più forti e quelli che crescono verso il basso o verso l'alto.
Le azalee tendono a formare nuovi germogli intorno alle gemme da fiore e se le temperature fossero eccessivamente alte questi potrebbero allungarsi eccessivamente prima della fioritura e quest'ultima verrebbe abortita, è quindi importante intervenire tempestivamente e eliminare queste crescite eccessive. Altri germogli verranno generati subito dopo la fioritura. A fine luglio vengono generate le nuove gemme da fiore che si apriranno l'anno successivo.
Se l'intento è quello di formare la ramificazione o di ingrossare il tronco è consigliabile potare sia in estate che in autunno sacrificando la fioritura.


Pinzatura:
Vista la dominanza basale è preferibile praticare la pinzatura maggiormente sui rami bassi anche perchè oltre alla dominanza basale tendono a crescere molto in orizzontale quindi vengono contenuti nella forma grazie alla pinzatura.
Un altro obbiettivo della pinzatura è quella di limitare le zone in ombra per permettere all'aria e alla luce di raggiungere le zone interne.
A marzo, quando i germogli dell'anno prima avranno raggiunto le 4 foglie si riportano indietro a 2/3.
Nel caso di germoglio multiplo se ne lasciano 1 o 2 eliminando gli altri, la scelta per l'eliminazione andrà su quei germogli che crescono verso il basso o verso l'alto. Dopo la fioritura si interviene nuovamente riducendo i germogli che hanno fiorito da 4 a 2/3 foglie.
E' altresi importante selezionare le gemme a fiore per equilibrare le energie della pianta la stagione successiva eliminando quelle in eccesso sui rami deboli. E' da tenere presente che se si fa fiorire per diversi anni consecutivi l'azalea andrà incontro a un graduale indebolimento fino a una produzione floreale decisamente scarsa.
Il rinvaso:
Il momento più favorevole al trapianto è subito dopo la fioritura, se si effettuasse prima potrebbe indebolirsi la pianta e di conseguenza verrebbe scartata la fioritura dalla pianta. Se invece sono in programma grosse potature che porterebbero comunque a dover rinunciare alla fioritura per l'anno in corso è preferibile rinvasare a fine marzo o l'autunno precedente. Una particolarità dell'azalea è la pronta reazione alle potature sia aeree che radicali e rigenera molto velocemente riproducendo molte nuove radichette in poco tempo nel secondo caso.
Negli esemplari più giovani il rinvaso va effettuato ogni due anni, in quelli più vecchi ogni 3/4 anni.
Il terriccio adatto per la coltivazione dell'azalea è composto da un'alta percentuale di torba acida, miscelata a kanuma e lapillo. Molto importante predisporre un cospicuo strato di drenaggio. In zone particolarmente umide, ridurre la percentuale di torba fino al 20%.
Prima dell'inverno pacciamare con aghi di pino o "bark" (scaglie di corteccia specifiche per acidofile e orchidee)

Rinvaso
Come molte altre ericacee, la maggior parte delle specie di rododendro predilige i suoli acidi il cui pH sia compreso fra 4.5 e 5.5 circa. Il rododendro cresce bene in suoli ricchi di sostanza organica, fertili e ben drenati.


Concimazione
Concimare da marzo a giugno con concimi granulari ad alto contenuto di azoto e potassio.
Integrare con ferro chelato in corrispondenza delle fasi vegetative primaverili e post/fioritura. Concimazione autunnale a base di fosforo e potassio, per stimolare la creazione di gemme da fiore


Difesa dai parassiti
Fra di essi troviamo bruchi di diverse specie di farfalle notturne e diurne e coleotteri curculionidi; cocciniglie ed afidi sono parassiti piuttosto comuni del rododendro, che si nutrono della linfa delle piante indebolendole e compromettendone lo sviluppo; molto dannoso è anche il ragnetto rosso, un acaro che determina la comparsa di macchie giallastre sulle foglie. Fitofagi e parassiti devono essere combattuti con specifici prodotti antiparassitari ed acaricidi, da utilizzare anche per trattamenti preventivi.

Fra le malattie fungine in grado di colpire il rododendro troviamo il marciume radicale (Phytophthora spp.), la muffa grigia (Botrytis cinerea) ed il fungo parassita Exobasidium rhododendri, facilmente riconoscibile perché determina la formazione di galle spugnose sulle foglie. Queste malattie devono essere trattate con fungicidi sistemici, e possono essere evitate con trattamenti preventivi da effettuarsi in primavera.

Quando il terreno di crescita del rododendro si allontana dalle condizioni ideali di acidità, sulla pianta compaiono sintomi inconfondibili: le foglie tendono progressivamente a schiarirsi fino ad assumere tonalità verde pallido. Questa reazione, definita come clorosi ferrica, è causata dal fatto che con pH alti le pianta non è più in grado di assorbire il ferro contenuto nel terreno. Per evitare la comparsa di questi sintomi è opportuno acidificare il terreno con torba fresca, aghi di pino o corteccia di conifere, fornendo alle piante prodotti in grado di favorire l’assorbimento del ferro e degli altri nutrienti.
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