La tecnica dei rami di sacrificio

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La tecnica dei rami di sacrificio

Messaggio Da Claudia Marconi il Gio Gen 15, 2015 2:48 am

Articolo di Claudia Marconi


L'uso dei rami di sacrificio nel bonsai è praticamente indispensabile, prima o poi servono, fosse anche solo per riequilibrare la vigoria. Infatti questa tecnica può essere usata:
- per far ingrossare il diametro di un ramo più velocemente rispetto a un altro
- per creare conicità su un tronco o su un ramo
- per assicurare l'apertura di gemme arretrate dopo una potatura
- per riequilibrare la vigoria in un bonsai in cui la dominanza apicale tende a far indebolire alcuni rami (quelli più bassi e più interni) rispetto a quelli apicali e più esterni della chioma.

Il ramo di sacrificio, come suggerisce il nome, è un ramo che si lascia crescere solo per un certo periodo di tempo, e poi viene eliminato completamente, tutto, dalla base, non ne deve restare traccia, altrimenti non è un vero ramo di sacrificio. 😉

Cominciamo dicendo che un ramo si ingrossa di diametro tanto più velocemente quanto più è lasciato libero di crescere senza essere cimato e quanto più è disposto in modo favorevole, cioè diretto verso l'alto con l'apice ben esposto alla luce. Dietro a tutto questo c'è il discorso degli ormoni della pianta, in particolare auxine e citochinine, che per ora sorvoliamo. Rolling Eyes E' normale prassi dunque, nell'impostazione di un bonsai, una volta selezionati per esempio dei rametti che saranno i futuri rami primari, dare a questi l'eventuale movimento nel primo tratto di ramo, ma lasciare l'apice indisturbato, direzionandolo verso l'alto e lasciandolo libero di crescere verticalmente come vuole; in questo modo si ha una buona crescita in diametro dei rami. 😉 E' chiaro che se un rametto viene cimato mentre un altro viene lasciato libero di crescere senza cimarne l'apice, questo secondo ingrosserà più velocemente del primo, e quindi questo è un metodo per differenziare i due rami. Very Happy Il principio è lo stesso dei rami di sacrificio, qui però non ce ne sono, perchè in realtà è il ramo stesso che viene fatto crescere indisturbato. 😉

Mettiamo invece il caso in cui i rami in questione siano già stati cimati e abbiano un po' di rami secondari entrambi, ma il diametro sia simile e volessi diversificarlo. In questo caso posso usare un ramo di sacrificio: dall'inizio della stagione vegetativa si lascia crescere, sul ramo che desidero far ingrossare di più, un ramo che sia diretto verso l'alto, mentre si continuano le normali cimature sul resto del palco e sull'altro ramo (e sul resto della pianta). A Giugno circa, la parte di ramo che va dal tronco al punto dove parte il ramo di sacrificio dovrebbe essersi ingrossata di più della parte che sta dopo, e di più dell'altro ramo su cui non è stato fatto crescere alcun ramo di sacrificio. Rolling Eyes

A seconda della posizione in cui si fa crescere il ramo, possiamo ottenere anche conicità: infatti se il ramo di sacrificio viene fatto crescere da un punto in cima al ramo, il ramo ingrosserà tutto uniformemente, invece se il ramo di sacrificio lo faccio partire per esempio da un punto a metà del ramo, la prima metà del ramo ingrosserà di più della metà terminale, ottenendo così conicità. 😉 Esempi:

Ramo di sacrificio lasciato crescere in cima al ramo che volevo far ingrossare (il primo ramo basso a sinistra, ovviamente):



In questo modo il ramo si è ingrossato tutto, e mentre inizialmente era dello stesso diametro del secondo, a fine stagione è risultato più spesso. Very Happy

Ramo di sacrificio (quello segnato con la X) lasciato crescere in un punto a metà del ramo da ingrossare:



In questo modo, mentre inizialmente il ramo orizzontale aveva circa lo stesso spessore dalla base alla punta, a fine stagione la parte di ramo prima del ramo di sacrificio (quindi la parte a destra nella foto) come si vede bene si è ingrossata molto di più della parte terminale del ramo! Very Happy In questo modo si può creare conicità su un ramo primario all'interno di un palco (magari non come ho fatto io, qui il ramo di sacrificio è comunque troppo lontano dalla base del ramo e quindi la parte ingrossata è troppo lunga, ma questo era un esperimento di cui non mi interessava il risultato...). Con lo stesso principio si può creare conicità anche sulla ramificazione secondaria, terziaria ecc, o anche su un tronco inizialmente cilindrico:



Chiaramente non basta lasciare un ramo in un punto per sperare che faccia ingrossare il tronco (o ramo) nella parte sottostante; per far svolgere la sua funzione al ramo di sacrificio, occorre che gli altri apici vegetativi siano cimati in modo che sia lui a richiamare la linfa (e accumulare le citochinine). 😉

I rami di sacrificio vanno sempre eliminati a fine Maggio, tanto il massimo lavoro lo fanno durante la primavera. Se il risultato voluto, per esempio l'ingrossamento del tratto di ramo precedente, lo si ottiene prima della fine di Maggio e c'è il rischio che lasciando ancora il ramo di sacrificio il diametro cresca troppo, si può capitozzare il ramo di sacrificio senza però eliminarlo completamente, in modo da fermarne la crescita ma far sfruttare alla pianta ancora per un po' le foglie che porta; poi a fine Maggio lo si elimina completamente. 😉 Qualche volta invece a fine Maggio non si è ancora ottenuto il risultato voluto, allora di solito si elimina il ramo di sacrificio e se ne fa partire un altro, ma si può anche lasciare il ramo di sacrificio ancora sulla pianta fino all'anno successivo. I rami di sacrificio fatti partire dopo Maggio o lasciati dopo Maggio sulla pianta, si eliminano insieme alle normali potature di fine inverno successivo. Very Happy

Dicevo prima che il ramo di sacrificio è anche utile per far comparire gemme arretrate dopo una potatura. Rolling Eyes Però per questo bisogna accennare per forza un minimo ai fitormoni. Semplificando al massimo (anzi, più che al massimo, proprio all'estremo Rolling Eyes ) diciamo che l'auxina viene prodotta dagli apici vegetativi in allungamento e scende per gravità verso il basso, ed ha una azione inibente sulle gemme, quindi se c'è un apice vegetativo che cresce, non si apriranno le altre gemme lungo il ramo, per cui continuerà a crescere l'apice cioè il ramo si allungherà ma non si ramificherà (questo è quello che c'è dietro al fenomeno della dominanza apicale). Le citochinine invece vengono prodotte dalle radici e salgono veso l'alto con la linfa grezza, e si vanno ad accumulare nel legno dei rami che richiamano più linfa, soprattutto alla base di questi e alle biforcazioni. Le citochinine promuovono invece lo sviluppo dei germogli (super-semplificazione, ma è per far capire il meccanismo Embarassed ).

Quindi, se abbiamo per esempio un rametto di 20 cm e lo vogliamo potare a 10 cm, se lo facciamo subito molto probabilmente il rametto non ha accumulato molte citochinine, e appena si cima la punta del ramo (che conteneva l'apice vegetativo) le ultime due gemme lasciate in cima al ramo non sono più "dominate" dall'auxina che prima scendeva da sopra, quindi possono partire, ma partiranno solo loro due (due o tre, o anche una sola), e poi una volta partite inibiranno quelle sottostanti. Insomma il risultato è che se poto il rametto subito partiranno solo le ultime gemme in cima al tratto lasciato. Rolling Eyes

Se invece, prima di cimare il rametto di 20 cm, faccio partire un ramo di sacrificio sulla sua punta e lo lascio crescere indisturbato e ben diretto verso l'alto, questo richiamerà molta linfa e alla sua base si accumuleranno molte citochinine, inoltre più l'apice vegetativo si allontana (crescendo), e meno auxina arriverà fino alle gemme alla base, che saranno quindi poco dominate. Ora, dopo che ho lasciato crescere un po' il ramo di sacrificio sulla punta, se poto il mio rametto e lo porto a 10 cm, questa volta assisterò a una esplosione di getti nuovi che partiranno su tutto il tratto di 10 cm lasciato, si apriranno probabilmente tutte le gemme presenti e addirittura se non ce ne sono si formeranno gemme avventizie. Il risultato dopo la potatura quindi è la comparsa di più ramificazione e più arretrata rispetto al caso precedente. daidai_xx

Per finire dicevo che i rami di sacrificio si usano anche nei bonsai in mantenimento per riequilibrare la vigoria, perchè altrimenti per via della dominanza apicale i rami in alto e più direzionati verticalmente e meglio illuminati prenderanno il sopravvento sugli altri che si indeboliranno sempre di più. Rolling Eyes Per far ciò si fanno crescere rami di sacrificio sui rami da fortificare, tenendo invece normalmente cimati i rami più forti: i rami di sacrificio richiameranno più linfa e quindi faranno accumulare nei rami a cui sono applicati più energie. 😉 Nei bonsai con grande dominanza apicale questa operazione va fatta periodicamente, perchè appena si smette di farlo la parte alta prende di nuovo il sopravvento, quindi è normale che un bonsai, anche se "finito", ogni tanto non appaia "in forma" perchè sui palchi più bassi e deboli si lasciano crescere un po' di questi rametti lunghi sparati verso l'alto, tipo candelabro; una volta eliminati i rami di sacrificio però la pianta torna subito in forma. Very Happy
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Re: La tecnica dei rami di sacrificio

Messaggio Da Claudia Marconi il Gio Gen 15, 2015 2:52 am

La tecnica funziona anche con le conifere, si usa anche sui Pini per esempio! 😉 Anzi, i Pini sono tra le piante con la più alta dominanza apicale, dunque l'uso di questa tecnica è molto importante, insieme a quella della pulizia degli aghi vecchi, per riequilibrare la vigoria.
Giustamente la maggior parte delle conifere hanno crescita più lenta, ma il principio è lo stesso (cresce meno il ramo di sacrificio, ma cresce meno pure il resto, quindi il suo lavoro lui lo fa); però se è necessario si può lasciare il ramo di sacrificio per più tempo (meglio non superare mai comunque i due anni). 😉 I Ginepri comunque non sono considerate piante a basso tasso di crescita come Pini, Cedri ecc: se ben coltivati, i Ginepri crescono bene e con una discreta vigoria e velocità, quindi puoi applicare normalmente questa tecnica. Very Happy

Vorrei aggiungere una precisazione di carattere generale. Rolling Eyes I rami di sacrificio, in teoria, sono rami che a fine inverno ancora non esistono. I rami di sacrificio sono rami dell'anno in corso, cioè che partono (ovviamente da una gemma) all'inizio della primavera, devono essere quindi un unico asse con l'apice vegetativo che si allunga e la vegetazione che si forma man mano da inizio primavera a Maggio. A fine Maggio vanno eliminati. exclaim Questa è la prassi. Poi l'ho detto, in alcuni casi si possono lasciare anche per il resto dell'anno per eliminarli a fine inverno successivo, quando hanno quindi l'età di un anno. 😉

Se uno a fine inverno pota una pianta e "lascia un ramo di sacrificio", vuol dire che questo è già presente e quindi ha almeno un anno (come nel caso di Berberis se non ho capito male), e questo è da evitare. 😉 Il ramo nuovo che si allunga accumula citochinine e fa tutto quello che deve fare nel ramo da cui parte, che è quello che mi interessa. Se io faccio invece crescere un ramo che ha già un anno o più, i nuovi apici vegetativi che spuntano su esso accumuleranno ormoni e compagnia bella soprattutto nel ramo di sacrificio stesso, e non nel ramo che mi interessa, che è "troppo a monte"... Non so se sono riuscita a far capire cosa intendo, Embarassed eventualmente ci riprovo con qualche schemino. 😉

Il succo però è che i rami di sacrificio si fanno sviluppare da zero (da una gemma) dall'inizio della primavera fino a fine Maggio per un'età di tre mesi circa, o al massimo fino a fine inverno successivo, per un'età massima di un anno. 😉 Solo in casi rari si lasciano per più tempo, ma mai più di due anni.
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